Quei nipotini che fino a ieri ti correvano incontro urlando il tuo nome oggi sembrano creature provenienti da un altro pianeta. Porte chiuse, monosillabi, smartphone perennemente in mano e quello sguardo che ti attraversa senza vederti davvero. Se ti riconosci in questa scena, sappi che non sei solo e soprattutto che non hai fatto nulla di sbagliato. L’adolescenza è una fase di trasformazione radicale che sconvolge non solo i ragazzi che la attraversano, ma l’intero sistema familiare. La buona notizia? Esistono strategie concrete per ritrovare la connessione, anche quando sembra impossibile.
Quello che succede nella loro testa (e che spiega molte cose)
Partiamo da un dato scientifico che può aiutarti a non prendere tutto sul personale: durante l’adolescenza il cervello si riorganizza completamente, soprattutto nelle aree legate al controllo degli impulsi e alle relazioni sociali. In pratica, tuo nipote non sta cercando di farti un dispetto quando preferisce stare con gli amici piuttosto che con te. Il suo cervello è biologicamente programmato per dare priorità al gruppo dei pari, perché questo processo è fondamentale per costruire la propria identità adulta.
Capire questo meccanismo ti permette di evitare l’errore più comune: interpretare il distacco come un rifiuto personale. Non lo è. È semplicemente una fase evolutiva naturale che richiede da parte tua un cambio di strategia. Il ruolo del nonno che gioca e coccola va ripensato, non abbandonato, ma trasformato in qualcosa di più adatto a questa nuova fase.
C’è poi un altro elemento da considerare: gli adolescenti di oggi affrontano sfide che le generazioni precedenti neanche immaginavano. Tra il 2018 e il 2022, i disturbi di ansia e depressione tra i giovani under 20 sono cresciuti del 20%, mentre un quarto degli adolescenti europei si sente solo la maggior parte del tempo. Questi dati ci dicono una cosa importante: la tua presenza stabile e rassicurante è oggi più preziosa che mai, anche se loro non sanno ancora chiederla o riconoscerla.
Entra nel loro mondo senza fingere di essere giovane
La tentazione di molti nonni è aspettare che i nipoti tornino agli interessi dell’infanzia. Spoiler: non succederà. La strategia vincente è l’opposta, cioè fare tu il primo passo verso il loro universo. E no, questo non significa che devi metterti a ballare su TikTok o fingerti esperto di trap. Significa mostrare curiosità genuina per quello che li appassiona adesso.
Prova a chiedere quale serie stanno guardando e perché gli piace. Fatti spiegare come funziona quel videogioco che sembra assurdo. Chiedi che musica ascoltano e cosa li emoziona di quelle canzoni. Quando mostri interesse autentico per la loro vita attuale, non per quella che era, crei un ponte comunicativo potentissimo. L’adolescente percepisce che lo vedi davvero, che non sei bloccato nel passato a rimpiangere il bambino che era.
Un approccio ancora più efficace è proporre esperienze condivise legate ai loro interessi. Vai con loro a un concerto, visita quella mostra d’arte urbana che li incuriosisce, prova il ristorante giapponese di cui parlano sempre. Queste attività generano memorie nuove e dimostrano la tua flessibilità mentale, una qualità che gli adolescenti rispettano moltissimo anche se non lo ammettono.
Lo smartphone può diventare tuo alleato
Lo so, probabilmente vedi quello schermo luminoso come il principale nemico della vostra relazione. Ma puoi ribaltare la prospettiva e trasformarlo in uno strumento di connessione. Invia un messaggio spontaneo con una foto che ricorda un momento insieme. Condividi un articolo su un argomento che sai interessargli. Commenta una sua storia sui social con un’emoji appropriata, anche solo un cuore o un pollice in su.
La comunicazione digitale ha un vantaggio enorme: rispetta i tempi dell’adolescente. Lui può rispondere quando si sente disponibile, senza la pressione di una telefonata o di una visita. Non è freddezza, è semplicemente il modo in cui la sua generazione gestisce le relazioni. Adattarsi a questo linguaggio dimostra rispetto per il suo mondo.

Crea rituali nuovi, su misura
I rituali familiari che funzionavano quando erano piccoli probabilmente oggi non reggono più. La domenica tutti insieme? Potrebbe essere diventata una tortura per lui. Ma questo non significa rinunciare ai rituali, significa crearne di nuovi, più personalizzati e flessibili. Qualche idea concreta:
- Una colazione mensile in un locale che sceglie lui, solo voi due, dove può raccontarti quello che vuole senza il resto della famiglia
- Un progetto condiviso a lungo termine, come restaurare un mobile, coltivare un orto o persino creare contenuti digitali insieme
- Una tradizione culinaria dove lui ti insegna una ricetta moderna e tu gliene insegni una della tua giovinezza
- Sessioni di storytelling dove racconti storie familiari vere, senza edulcorarle, includendo errori e momenti difficili
Il tuo superpotere nascosto
Come nonno o nonna hai un vantaggio enorme rispetto ai genitori: non porti il peso delle responsabilità quotidiane, delle tensioni disciplinari, dei compiti da controllare e delle regole da far rispettare. Puoi offrire uno spazio emotivo diverso, dove tuo nipote si sente meno giudicato e più libero di essere se stesso.
Gli adolescenti hanno spesso bisogno di confidarsi con adulti che percepiscono come sicuri ma esterni al nucleo genitoriale. Tu puoi diventare quella persona, a patto di rispettare alcune regole d’oro: mantenere la riservatezza quando appropriato, evitare di dare consigli non richiesti, non criticare mai i suoi genitori davanti a lui, e soprattutto sospendere il giudizio anche quando le sue scelte ti sembrano incomprensibili.
Quando parli di valori, ricorda che gli adolescenti hanno un radar infallibile per l’ipocrisia. Le prediche non funzionano, i discorsi retorici ancora meno. Quello che rispettano davvero è la coerenza tra parole e azioni. Mostra curiosità intellettuale, ammetti i tuoi errori passati e presenti, dimostra apertura verso i cambiamenti sociali. Questi comportamenti insegnano molto più di qualsiasi lezione morale.
Il dolore del distacco è reale (e va riconosciuto)
Facciamo chiarezza su una cosa: la sofferenza che provi di fronte al distacco è legittima. Quel nipotino affettuoso che ti cercava continuamente è cresciuto, e quella fase della vostra relazione non tornerà. Elaborare questo lutto relazionale è necessario per costruire una connessione nuova, adeguata a chi è diventato oggi.
Parlane con altri nonni, con tuo marito o tua moglie, o anche con un professionista se ne senti il bisogno. L’importante è non proiettare questa sofferenza sul rapporto con tuo nipote attraverso ricatti affettivi come “non vieni più a trovarmi come prima”, confronti con altri nipoti più disponibili, o lamentele continue rivolte ai suoi genitori che lo mettono solo in una posizione di colpa improduttiva.
Semina adesso, raccoglierai dopo
Gli investimenti relazionali che fai oggi, anche quando sembrano non produrre risultati, creano fondamenta solide per il futuro. Molti giovani adulti raccontano di aver riscoperto il valore dei nonni proprio dopo la tempesta adolescenziale, riconoscendo con gratitudine quella presenza discreta ma costante che all’epoca davano per scontata.
Accetta di seminare senza vedere il raccolto immediato. Mantieni una presenza affettuosa ma non soffocante, rispettosa ma non distante. Questo equilibrio delicato richiede pazienza, umiltà e la capacità di ridefinire continuamente il tuo ruolo. Il legame con tuo nipote adolescente non è perduto, si è semplicemente trasformato. E imparare a navigare questa trasformazione ti arricchirà in modi che oggi forse non immagini nemmeno.
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